Alessandro Manzoni: le opere principali in breve

Alessandro Manzoni: le opere principali in breve

Alessandro Manzoni opere

Decorre oggi il 227esimo anniversario della morte di Alessandro Manzoni, celebre scrittore de I Promessi Sposi. Ma non solo: nella sua lunga vita, in cui seppellì due mogli e un certo numero di figli, scrisse tantissime opere. Certo, la versione definitiva del Fermo e Lucia è di sicuro il suo romanzo più famoso, ma perché non andare a dare uno sguardo anche agli altri? Approfittando di questo anniversario, celebrato anche da un Google Doodle molto simpatico, facciamo una rapida carrellata delle opere principali in breve del Manzoni, fra romanzi, odi, poesie e tragedie.

I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

i promessi sposi alessandro manzoni

Non potevamo che partire dai Promessi Sposi, il romanzo più celebre di Alessandro Manzoni, odiato da intere generazioni di studenti, amato da tutti i critici. In origine si doveva chiamare Fermo e Lucia e vide una prima pubblicazione nel 1827, ma subì diversi rimaneggiamenti nel corso del tempo, tanto che la versione definitiva è quella del 1840-1841, con il titolo che tutti conosciamo. Si tratta di un romanzo storico, forse quello più importante dell’Italia pre Unità. La trama dei Promessi Sposi la conosciamo tutti. Renzo ama Lucia, Lucia ama Renzo, Don Rodrigo vuole Lucia e impedisce le nozze. Questo tragico triangolo troverà la sua risoluzione grazie alla peste portata dai Lanzichenecchi che salverà la coppia di innamorati e si vendicherà sul malvagio Don Rodrigo. Il tutto passando attraverso le mani di parroci pavidi, frati in odore di santità, cardinali lungimiranti, innominati redenti, suore dai trascorsi libertini, perpetue mordaci, avvocati pasticcioni.

Il cinque maggio di Alessandro Manzoni

il cinque maggio alessandro manzoni

Il cinque maggio è un’ode scritta da Alessandro Manzoni nel 1821, in occasione della morte di Napoleone Bonaparte in esilio sull’isola di Sant’Elena. Che fatica impararla a scuola, ‘Ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro… ‘ ci riecheggia ancora nella testa, testimonianza imperitura dei pomeriggi trascorsi nel disperato tentativo di impararla a memoria. E pensare che Manzoni la scrisse di getto in soli tre giorni! Nella poesia troviamo un’ode alla vita e alle vittorie militari di Napoleone, ma viene esaltato anche la fragilità dell’uomo e la misericordia di Dio. Da notare pure il fatto che Manzoni non nutriva alcuna simpatia per Napoleone e che quando era in vita non gli dedicò mai un verso.

L’Adelchi di Alessandro Manzoni

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L’Adelchi è la seconda tragedia scritta dal Manzoni nel 1822. La trama racconta le vicende di Adelchi, il figlio dell’ultimo re dei Longobardi, Desiderio, che si svolgono tra il 772 e il 774, anno della caduta del regno longobardo a opera di Carlo Magno. Quest’ultimo rifiuta come sposa Ermengarda, figlia di Desiderio. Questi non ci pensa due volte e gli dichiara guerra, per riuscire a mettere sul trono proprio i nipoti nati da Ermengarda e Carlo Magno. L’esercito di quest’ultimo avanza, Ermengarda viene a conoscenza delle sue nuove nozze e muore dal dolore in convento (no, non quello della Monaca di Monza!). Ad Adelchi, che prima aveva cercato di impedire la guerra, non rimane che gettarsi anima e corpo nella battaglia, salvo arrivare in fin di vita davanti a Carlo Magno e implorare per la sorte del padre prigioniero.

Il Conte di Carmagnola di Alessandro Manzoni

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Il Conte di Carmagnola è la prima tragedia scritta da Alessandro Manzoni nel 1816. Si tratta di un carme in endecasillabi che narra le vicende di Francesco da Bussone, detto il Carmagnola: di umili origini viene fatto conte di Castelnuovo Scrivia e non di Carmagnola, un capitano di ventura prima per Milano e poi per Venezia. Secondo i costumi delle compagnie di ventura, aveva avuto l’ardire di lasciare liberi i prigionieri di guerra: per questo venne accusato dai veneziani e messo a morte.

Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni

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Storia della Colonna Infame è un saggio storico scritto da Alessandro Manzoni: in teoria doveva apparire nei Promessi Sposi, ma visto che avrebbe costituito una digressione eccessivamente lunga, lo scrittore decise di renderla un’opera autonoma. Pubblicato nel 1840, ci parla del processo contro due untori di Milano nel periodo della peste del 1630. Il processo è storicamente provato: i due presunti untori, in realtà innocenti, vennero condannati a morte per le parole di una donna del popolo e una colonna infame venne eretta sulle macerie delle loro abitazioni. Solo nel 1778 ci si accorse dell’ingiustizia e l’infamia venne rivolta ai giudici che pronunciarono l’errata sentenza.

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Mer 07/03/2012 da in , .

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