Trent’anni di Emoticon: auguri alle faccine sorridenti [FOTO]

Trent’anni di Emoticon: auguri alle faccine sorridenti [FOTO]

Emoticon, il significato delle faccine tradizionali

Le Emoticon festeggiano trent’anni di vita: auguri! Una trentina di anni fa, Scott Fahlman, all’epoca uno studente della Carnegie Mellon University, dalla sua stanza spedì la prima emoticon in un forum di discussione universitario. Lo studente spiegò ai suoi compagni questo modo convenzionale per aiutare a distinguere i messaggi positivi da quelli negativi, corredando i primi di :-) e i secondi di :-(. A dire il vero Fahlman non è stato proprio il primo ad utilizzare le faccine, ma la nascita di questo simbolo viene attribuita a lui perché fu il primo pioniere ad usarli pubblicamente.

  • Emoticon: faccina sorridente
  • Emoticon: faccina triste
  • Emoticon: occhiolino
  • Emoticon: faccina annoiata/indecisa

Si tratta di un’invenzione a dir poco geniale. Effettivamente quando comunichiamo non ci limitiamo solo a parlare: i gesti, le espressioni, gli sguardi, il tono della voce, la postura, tutto questo contribuisce a farci capire i diversi significati che una parola stessa può assumere. Però come fare quando ci stiamo limitando a digitare un semplice testo?

Da quanto siamo entrati a pieno diritto nell’era informatica, gli utenti hanno sentito da subito la necessità di trovare dei modi validi per permettergli di esprimere anche il proprio stato d’animo oltre alle parole scritte. Comunicare le proprie emozioni, oltre che le parole, è una necessità quanto mai antica: già quando si cominciò ad usare il telegrafo, per mandare il proprio affetto a chi stava lontano si utilizzava l’abbreviazione del codice morse 73, che divenne poi la 88 per indicare chiaramente ‘love and kisses’.

Ma non finisce certo qui. Anche nel Novecento celebri personaggi noti per la loro capacità di giocare con le parole, sentirono spesso la necessità di trascrivere in maniera chiara e capibile da tutti le loro emozioni. Per esempio Luigi Pirandello usava i due accenti circonflessi ^^ per indicare le sopracciglia corrugate, mentre Ambrose Bierce, giornalista americano, usava nel 1912 il simbolo \_/ per il sorriso. Negli anni Sessanta Harvey Ball lanciò la moda della spilletta trasmetti emozioni, ovvero il bottoncino giallo con due punti per gli occhi e una parentesi per rappresentare la gioia e la contentezza.

Tuttavia la prima emoticon registrata e documentata in maniera tale rimane quella di Fahlman. Lui fece le sue prime proposte e da li l’uso delle faccine si diffuse come un virus in tutta la rete Arpanet, trasformandosi ben presto in una vera e propria gara a chi sapeva esprimere più emozioni usando 3 puntini. E che dire dell’avvento dei sms e dei social network? Loro hanno fatto letteralmente esplodere la mania delle Emoticon, diffondendole a livello mondiale e creandone sempre di più complesse, alcune sono veramente divertenti e simpatiche. Ma tutte con un unico scopo: esprimere esattamente i sentimenti che lo scrivente sta mettendo nel testo, in quale altro modo potremo riuscire ad interpretare correttamente le emozioni di chi ci sta scrivendo, visto che è nascosto dietro un anonimo schermo?

Nelle foto della nostra gallery troverete le emoticon classiche, ma ogni social network o blog ha le sue. Ebbene sì, perché mentre ci sono quelle universali, ce ne sono altre differenziate la cui costruzione richiede la digitazione di tasti ben precisi a seconda della piattaforma in cui ci troviamo. A proposito, chi si ricorda come si fa il cuoricino su Facebook? ;)

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Mer 19/09/2012 da

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