Si scrive d’altronde o daltronde?

Si scrive d’altronde o daltronde?
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Eccoci di ritorno a un nuovo dubbio della grammatica italiana: si scrive d’altronde o daltronde? La settimana scorsa ci eravamo concentrati su una difficoltà lessicale che non ha delle regole ben precise: l’uso della d eufonica, che avevamo analizzato qui. Questa volta vogliamo capire se si scrive d’altronde o daltronde. Ovviamente bisogna subito dire che l’unica forma corretta è d’altronde, con l’apostrofo: se avete un correttore ortografico attivo, vi sarete resi conto che vi sottolinea sempre la parola daltronde quando la scrivete. Questo non perché si sia incaponito a rendere la vostra pagina un coacervo di lineette ondulate rosse, ma perché effettivamente non è la forma giusta.

Anche se l’Accademia della Crusca indica la forma daltronde come locuzione desueta e poco comune, ciò non toglie che oggi si preferisca nettamente usare la forma d’altronde. La spiegazione di questo è semplice: d’altronde è una locuzione avverbiale che deriva dalla fusione di due parole, ‘Di’ + ‘Altronde’. Se a questo si aggiunge il fatto che nella lingua italiana una preposizione non si fonde mai con un’altra parola, appare chiaro che si scrive d’altronde.

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Dom 29/01/2012 da

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Remo 15 febbraio 2012 23:02

Certo che proprio non ne imbroccate una: volete fare i maestre ma incappate sempre in una sfilza di errori davvero imbarazzanti.

Anche qui :
primo, ‘d’altronde’ non sta per ‘di altronde’ ma per ‘da altr’onde’ – è proprio questo uno dei rarissimi casi in cui ‘da’ si elide – con ‘onde’ avverbio letterale che significato grossomodo di “dove”, quindi starebbe per “da altri dove”, come a dire ”d’altra parte/canto” – altro (raro) esempio di ‘da’ eliso.

secondo ‘daltronde’ è corretto, ma estremamente raro, e quindi poco indicato in un testo scritto normale

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Iosonodio 19 maggio 2013 13:04

R’emo S’ei RI dI COllo è ( congiunzione ) an’che un’ po’ fRuSTRAtello

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Manuela Chimera
Manuela Chimera 15 febbraio 2012 23:18

Le cose che scriviamo, le prendiamo da diverse fonti, probabilmente sbagliamo tutti. Questa non è una lezione di etimologia, ma una guida che aiuta semplicemente a scrivere la forma giusta, nulla di più e nulla di meno. Abbiamo scritto che l’Accademia della Crusca parla della forma daltronde unita, ma che è desueta.

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Remo 15 febbraio 2012 23:32

Non vedo quale arroganza maggiore ci sia di proporre lezioncine d’erudizione dall’alto d’uno sgabellino veramente basso di cultura approssimata in una materia, come ha dimostrato di avere l’autore di questo articolo; tanto da dire pure che “non è una lezione di etimologia” facendo però due errori su due appena ci provate.

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Iosonodio 19 maggio 2013 13:02

remo…S’ei Ri dico lo è ( e ) Frus trato

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