Gradi dell’aggettivo qualificatico: comparativo e superlativo, regole ed esempi

Gradi dell’aggettivo qualificatico: comparativo e superlativo, regole ed esempi

gradi aggettivo qualificativo

Questa settimana il nostro appuntamento con la grammatica spicciola si volge ancora una volta verso il mondo degli aggettivi. In realtà vi avevamo già parlato del loro ruolo e classificazione all’interno dell’analisi grammaticale, ma questa volta vogliamo andare nel dettaglio a vedere i gradi dell’aggettivo qualificativo, il comparativo e il superlativo per intenderci. In linea generale, i concetti che gli aggettivi qualificativi e alcuni avverbi esprimono, possono essere soggetti a una sorta di gradazione per darci una maggior o minore intensità espressiva.

La grammatica italiana ha tre tipi di gradazioni: grado positivo, in cui la qualità non viene espressa con indicazioni di quantità o intensità (Alice è bella); grado comparativo, in cui la gradazione viene messa a paragone con un’altra (Alice è più bella di Mario, Mario è meno bello di Alice, Alice è bella come Mario); grado superlativo, in cui l’intensità è espressa nel suo massimo, sia in senso assoluto che relativo (Alice è bellissima; Alice è la più bella).

Comparativo

Il grado comparativo dell’aggettivo serve fondamentalmente per esprimere un confronto fra due termini, in relazione a una qualità posseduta da entrambi o in relazione a qualità diverse. Comunque sia, gli elementi che vengono messi a confronto vengono chiamati primo e secondo termine di paragone. Il comparativo può essere di tre tipi:

- comparativo di maggioranza: il primo termine di paragone ha la qualità indicata dall’aggettivo in misura maggiore rispetto al secondo termine di paragone. L’aggettivo, in questo particolare caso, viene introdotto da ‘più’, il secondo termine di paragone da ‘di’ o ‘che’ (Alice è più bella di Mario; Alice è più bella che pigra)

- comparativo di minoranza: il primo termine di paragone ha la qualità indicata dall’aggettivo in misura minore rispetto al secondo termine di paragone. L’aggettivo, in questo caso, invece, è introdotto da ‘meno’, il secondo termine di paragone da ‘di’ o ‘che’ (Mario è meno bello di Alice; Alice è meno pigra che bella)

- comparativo di uguaglianza: la qualità espressa dall’aggettivo è presente in misura uguale nei due termini di paragone. In questo caso particolare l’aggettivo viene introdotto da ‘tanto’ o ‘così’, i quali possono essere sia espressi che sottintesi, mentre il secondo termine di paragone indifferentemente da ‘quanto’ o ‘come’ (Alice è tanto bella quanto intelligente/Alice è bella quanto intelligente; Alice è così bella come te/Alice è bella come te)

Sottolineiamo poi un ultimo dettaglio. Nei comparativi di maggioranza e di minoranza il secondo termine di paragone deve essere introdotto da ‘che’:

- quando è un nome o un pronome retto da preposizione: Alice è più interessata alla pappa che alla nanna

- quando si paragonano due qualità possedute dallo stesso soggetto: Alice è più alta che grassotella

- quando si paragonano due verbi: Per Alice è più bello ridere che piangere

- quando il secondo termine di paragone è un avverbio: Alice mangia più veloce che lenta

Superlativo

L’aggettivo qualificativo è di grado superlativo quando si usa per esprimere una qualità posseduta al massimo livello. Il grado superlativo può essere di due tipi come abbiamo visto: relativo o assoluto.

- superlativo relativo: esprime una qualità posseduta al massimo o al minimo grado, stabilendo però un confronto fra l’unità e un gruppo di persone o cose (definito come secondo termine di paragone). Il superlativo relativo si ottiene premettendo all’aggettivo l’articolo determinativo assieme agli avverbi più o meno (la più bella, il meno intelligente). Il secondo termine, che può essere anche sottinteso volendo, è introdotto da ‘di’, ‘tra’, ‘fra’. A volte l’articolo determinativo si può trovare separato dagli avverbi più o meno (Alice è la più bella di tutti/Alice è la più bella tra tutti/Alice è la più bella fra tutti)

- superlativo assoluto: esprime una qualità posseduta al massimo grado dal nome cui si riferisce, senza alcun termine paragone con altre grandezze. Esso si può formare in diversi modi:

* aggiungendo all’aggettivo di grado positivo il suffisso -issimo, -a, -i, -e (bella/bellissima; intelligente/intelligentissima)
* premettendo all’aggettivo di grado positivo avverbi come molto, assai, oltremodo, immensamente, incredibilmente, estremamente… (molto bella, immensamente felice, assai lieto, oltremodo arrabbiato)
* premettendo all’aggettivo di grado positivo i prefissi arci-, stra-,super-,iper-,ultra-,extra-,sovra- (arcinoto, stracarico, iperfamelico)
* ripetendo l’aggettivo di grado positivo due volte (forte forte, lesto lesto, svelto svelto, zitto zitto)
* rinforzando l’aggettivo positivo con un altro aggettivo (nuovo fiammante, piena zeppo, stanco morto)
* unendo all’aggettivo di grado positivo le locuzioni quanto mai, oltre ogni dire, come una campana, in canna (quanto mai degno, amabile oltre ogni dire, sordo come una campana, povero in canna)

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Mar 24/04/2012 da

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