Articolo indeterminativo: quando si apostrofa?

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articolo indeterminativo regole

Questa settimana i nostri dubbi grammaticali riguardano l’articolo indeterminativo: quando si apostrofa? Sembra un’inezia, però se ci fate caso su molti testi e siti anche autorevoli ogni tanto trovate qualche errorino. E’ pur vero che qualche svista capita, ci cospargiamo il capo di cenere per primi, però girovagando per chat e forum ci rendiamo conto che molto spesso si ignorano del tutto le regole grammaticali italiane inerenti l’uso dell’apostrofo con l’articolo indeterminativo. In realtà le regole da seguire sono poche e semplici, vale la pena di memorizzarle.

Partiamo da un presupposto: per descrivere l’uso delle regole dell’articolo indeterminativo, dobbiamo partire dalla struttura dell’articolo determinativo. Questo infatti viene suddiviso in articolo maschile (il, lo) e femminile (la) e ancora in forma debole (il) e forte (lo), mentre per il femminile rimane sempre la medesima forma (la). Quindi, tenendo bene in mente questi presupposti:

Forma ‘Un’ maschile

La forma dell’articolo indeterminativo ‘un’ si usa quando si utilizzerebbe l’articolo determinativo debole ‘il’. In pratica, che è quello che poi ci interessa, si usa con le parole maschili che iniziano:

  • per consonante semplice: un foglio, un rospo, un peso
  • per consonante diversa da s seguita o da l o da r: un gladiolo, un progetto, un crostaceo

Forma ‘Uno’ maschile

Passiamo adesso alla forma ‘uno’ che, ovviamente, corrisponde a quella dell’articolo determinativo forte ‘lo’. Vediamo ora qualche esempio pratico con parole che iniziano:

  • con s complicata, ovvero seguita da consonante: uno stoccafisso, uno scoglio, uno spirito, uno sfollagente, uno sguardo
  • con s palatale: uno sciocco, uno scivolone, uno sceicco
  • con ne palatale: uno gnocco, uno gnomo
  • con z: uno zio, uno zaffiro, uno zombie
  • con x: uno xenofobo, uno xilofono
  • con semiconsonante i: uno iato
  • con gruppi consonantici particolari: uno pneumotorace, uno psichiatra

Potrebbe però esserci qualche problema quando si usa l’articolo indeterminativo maschile davanti a una vocale, in pratica quando useresti l’articolo determinativo forte apostrofato con ‘l”. Infatti dovete ricordare bene questa regola: la variante elisa di uno davanti ai nomi maschili che iniziano con vocale NON vuole l’apostrofo. E’ semplicissimo, se un è davanti a una vocale di un nome maschile, niente apostrofo: un ariete, un elefante, un istituto, un orso, un enzima, un unguento. E’ praticamente impossibile sbagliarsi. Eppure succede.

Forma ‘Una’ femminile

L’articolo indeterminativo femminile ha solo una forma sia per l’articolo forte che per quello debole: una. In questo caso, davanti a un nome femminile che inizia per vocale si ha l’elisione con inserimento di apostrofo. E’ facile: l’articolo indeterminativo una davanti a vocale in sostantivo femminile, ha l’apostrofo. Se il nome è maschile, non ci va. Qualche esempio? Un’aiuola, un’amica, un’etica, un’isola, un’oncia, un’unghia. In caso invece di consonante, avremo una merenda, una mela, una fucilata, una vampira e via dicendo.

Ribadiamo ancora una volta il concetto: UN maschile non ha mai l’apostrofo anche se il nome che segue inizia con la vocale (un amico, un amato), mentre UNA femminile ha l’apostrofo quando il nome che segue inizia con vocale, a significare che ha perso quella ‘a’ finale (un’amica, un’amata).

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Dom 11/03/2012 da

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